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Resoconto del convegno sull'omicidio e lesioni stradali di Roma

Il giorno 1 Aprile 2016 si è tenuto presso la Corte d’Appello di Roma il primo convegno italiano incentrato sugli aspetti giuridici e tecnici della nuova legge dell’omicidio e delle lesioni stradali, organizzato dall’AIFVS (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada) e dall’Osservatorio Vittime (LIDU), in collaborazione con ASAIS-EVU e con il patrocinio di Altalex e La Tutela dei Diritti.
La partecipazione di operatori del settore a tutti i livelli ha confermato l’attenzione al tema ed ha riconosciuto l’importanza di un'adeguata organizzazione giudiziaria e di qualificate ricostruzioni tecniche, per accertare in maniera inconfutabile le responsabilità.
L’Avv. Gianmarco Cesari, presidente dell’Osservatorio Vittime nonchè moderatore del convegno, ha spiegato l’importanza della nuova riforma del codice penale applicata ai reati conseguenti ad incidenti stradali, che rimette in primo piano i concetti di integrità psico-fisica e di dignità dell’essere umano. Da ora in poi sarà assicurata la “certezza della pena" da parte di uno stato moderno e di diritto che non fa sconti ai criminali stradali, specie quelli che sono avvezzi a guidare in modo aggressivo e con arroganza; che si mettono al volante in uno stato psichico alterato, disturbato e rabbioso; che adottano condotte di guida riprovevoli e sconsiderate, trasformando l’auto in arma. I reati per lesioni gravi e gravissime degli utenti coinvolti in un incidente stradale diventano perseguiti d’ufficio, e non più a seguito di querela, e non sono più sottoposti alla giurisdizione del giudice di pace penale bensì del tribunale ordinario. L’Avv. Cesari avverte ancora una mancanza di organizzazione del sistema giudiziale di fronte all’entrata in vigore della nuova riforma, auspicando in un futuro la creazione di specifiche sezioni altamente specializzate e sostenendo che ‘il cambiamento deve avvenire in primis sulle aule di giustizia e poi sulle strade’. Egli ritiene fondamentale la responsabilizzazione e la formazione di tutte le figure professionali che operano intorno ad un incidente stradale: le forze dell’ordine, che agiscono nei minuti successivi all’evento ed il cui lavoro è fondamentale per cristallizzare la scena del sinistro, i magistrati, gli avvocati, i tecnici ricostruttori. In particolare, l’Avv. Cesari insiste sull’importanza degli accertamenti tecnici irripetibili (art. 360 c.p.p.) per la ricostruzione sia cinematica che biomeccanica dell’evento e l’ottenimento della più obiettiva verità processuale.
A seguire il Dott. Giovanni Battista Petti ha tenuto una lezione magistrale a connotati storici, che ha riportato la platea indietro nel tempo, dal periodo risorgimentale ai giorni nostri. La Prof.ssa Giuseppa Cassaniti, Presidente dell’AIFVS, ha ribadito l’importanza della difesa dei diritti umani e dell’integrità della salute specificando come nell’odierna società vi sia un difetto di percezione sociale e una conseguente sottovalutazione dell’unicità della vita umana. La professoressa ha utilizzato parole molto critiche nei confronti dell’ormai passata normativa: “Il bonismo della giustizia manteneva il crimine”. La giornalista Dott.ssa Chiara Prazzoli ha evidenziato come l’inasprimento del sistema sanzionatorio faciliterà la riconciliazione della vittima e dei familiari con il reo e di quest’ultimo con la società. 
La psicologa Dott.ssa Maura Manca ha riportato le risultanze di indagini statistiche effettuate su adolescenti in possesso di patente di guida. E’ stato riscontrato che 3, 4 minorenni su 10 guidano abitualmente un mezzo di trasporto a motore e che il 10% di questi si mette alla guida in stato di alterazione psico-fisica conseguente all’uso o abuso di alcol e sostanze stupefacenti. Sbalordisce il dato secondo cui solo il 2 % degli adolescenti intervistati risulti intimorito dalle possibili conseguenze di queste azioni, a dimostrazione della profonda mancanza di un’educazione e di una responsabilizzazione stradale a livello familiare, scolastico, e sociale.
L’On. Vittorio Ferraresi, parlamentare del Movimento 5 Stelle, ha raccontato l’iter della legge all’interno delle camere del Parlamento evidenziando gli emendamenti non approvati e le problematiche ancora in essere.
La Dott.ssa Giulia Proto, GIP del Tribunale di Roma, ed il Dott. Vincenzo Barba, Sost. Procuratore del Tribunale di Roma, hanno sottolineato l’importanza delle indagini tecniche e dell’acquisizione delle fonti di prova non rinviabili in momenti successivi, soprattutto nei casi di flagranza di reato contemplati dalla nuova normativa. Nel dettaglio, la ricostruzione della cinematica del sinistro del consulente del PM consente di individuare il presupposto per l’applicazione della diminuente all’imputato, nei casi in cui alla vittima sia da attribuire una concorsualità nella causazione del sinistro. I magistrati ricordano che è il consulente tecnico a dover stabilire se, nonostante vi siano state violazioni di regole di condotta da parte della persona inquisita, eliminando tali violazioni l’evento si sarebbe ugualmente effettuato e con le stesse conseguenze lesive. In caso contrario, anche se il soggetto fosse stato ubriaco e avesse infranto una o più regole di condotta, verrebbe meno il nesso causale e non vi sarebbe alcuna responsabilità penale a suo carico.
La Prof. Antonella Massaro ha invece illustrato in modo eccellente la criticità dei vari disegni di legge presentati al Senato prima della loro unificazione e la nuova dimensione sanzionatoria incentrata sulla responsabilità penale dolosa in caso di delitto da incidente stradale, sulla scorta delle risposte alternative fornite dalla giurisprudenza ad iniziare dal processo Lucidi (leggi qui il commento dell'Avv. Cesari alla sentenza Lucidi). La stessa ritiene che l'aggravamento delle pene risponda ad un'evoluzione del sistema penale di fronte alla realtà criminale stradale, non senza evidenziare alcune problematiche applicative legate all'accertamento dello stato di alterazione psicofisica. L'Avv. Roberto Nicodemi, Consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Roma, e l'Avv. Paolo Russo hanno relazionato sul risarcimento del danno alla persona secondo le recenti sentenze della giurisprudenza, che considera le tabelle di Milano quale parametro nazionale di riferimento.
 
Per quanto riguarda la parte tecnico-ricostruttiva del sinistro stradale, sono intervenuti il Prof. Virginio Rivano, Presidente del gruppo ASAIS-EVU, il Dott. Gaetano Centamore, l’Ing. Filippo Begani, l'Ing. Mario Scipione ed il medico legale Dott. Franco Zuppichini. 
Nel dettaglio, il Prof. Virginio Rivano ha evidenziato che il lavoro del consulente tecnico nel processo penale è sempre stato molto delicato, a maggior ragione dopo l’entrata in vigore di questa legge, in quanto dovrà rispondere alle delicate questioni legate ad eventuali corresponsabilità della vittima. Il Prof. Rivano sottolinea l’importanza di effettuare fin da subito accertamenti irripetibili, per conservare tutte le informazioni presenti sulla scena del sinistro, indagare i dati contenuti all’interno delle centraline degli autoveicoli coinvolti; stabilire i comportamenti dei protagonisti di un incidente determinando se procedere o meno all’arresto in flagranza previsto dalla nuova normativa.
Il Dott. Franco Zuppichini precisa che la definizione di guida in stato di ebbrezza non è prettamente corretta in quanto dei bevitori abituali potrebbero risultare lucidi anche in presenza di tasso alcolemico superiore allo 0.8 g/l. Non esiste un processo lineare in base al quale più alcol o sostanze stupefacenti si assumano, maggiori saranno gli effetti psico-fisici sul soggetto, nonostante sia palese che l’assunzione di queste sostanze deteriori i riflessi, prolunghi il tempo di reazione, alteri la percezione del rischio. Anche il Dott. Zuppichini focalizza l'attenzione sul concetto di concorso di colpa, che risulta essere una ‘fossa aperta’ su cui anche il più prudente utente della strada può cadere. Egli fornisce l’esempio di un automobilista che urta tangenzialmente, con lo specchietto destro della propria vettura, un ciclista provocandone la caduta. In presenza di lesioni apparentemente lievi (entro i 40 giorni), ma con un successivo aggravamento delle condizioni della vittima (anche per malasanità), l’automobilista colpevole rischia di essere imputato per omicidio stradale. Per quanto riguarda il rispetto della catena di custodia per l’accertamento di uno stato psico-fisico, il Dott. Zuppichini precisa che il campione biologico dev’essere sempre identificabile, conservato in un ambiente con temperatura adeguata, e deve contenere uno storico di tutte le persone che lo hanno maneggiato.
L’Ing. Filippo Begani ha presentato le più recenti tecniche per i rilievi tridimensionali del luogo del sinistro e dei veicoli attraverso l’utilizzo di software dedicati. Dal rilievo fotogrammetrico del veicolo si ottiene un modello tridimensionale da cui è possibile determinare la profondità della deformazione, la posizione relativa al momento dell'urto, l’entità di energia assorbita e la direzione della forza d'urto.
 
Si rimanda al seguente articolo che spiega il contenuto della legge sull'omicidio e sulle lesioni stradali: clicca qui
 
 

Fonte: Ing. Alberto Sartori studiotecnicosartori.com

 

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